Chi sono

Emilio Fede era un ragazzo di Sicilia quando ha iniziato a 14 anni il percorso tra privazioni e fatica fisica, di quello che è stato il suo grande amore: il giornalismo.

Suo padre, Vice Brigadiere dei Carabinieri, Medaglia di Bronzo al Valore Militare nella Battaglia di Dabera, fronte etiopico.

È stato praticante al giornale «Il Momento» di Giancarlo Vigorelli, poi a «Il Giornale d’Italia»  e poi alla «Gazzetta del Popolo» dove è diventato professionista. È stato assunto in RAI da Enzo Biagi, con la qualifica di inviato, e lo ha voluto con sé sul palco del Teatro Nazionale al compimento dei suoi 80 anni tra i cinque protagonisti del giornalismo.

È stato inviato di punta del settimanale «TV Sette». Fra le sue inchieste: avere scoperto il virus della mucca pazza, in diversi allevamenti di bestiame.

Ha scoperto le due sorelle di Vercelli che avevano falsificato i diari di Mussolini.

Ha condotto inchieste sul mercato della prostituzione, della droga, del racket dei locali notturni di Milano.

Inchieste che lo hanno messo a rischio della vita.

Tant’è che l’allora famoso Commissario Nardone capo dell’Interpol, ha suggerito alla RAI di allontanarlo dall’Italia.

Per questo fu nominato corrispondente di guerra in 44 paesi africani.

Al rientro è chiamato a dirigere il TG1 che ha lasciato quando Berlusconi gli ha proposto di dar vita all’informazione in diretta di Mediaset. Con lui l’Italia ha appreso per primo l’inizio della Guerra nel Golfo. Quando il Comandante dei Carabinieri di Bisceglie gli ha comunicato che una anziana signorina gli ha lasciato in eredità un appartamento e 100 milioni, li ha destinati – immediatamente – alla Fondazione che assiste gli orfani dei Carabinieri caduti in servizio.

Il TG4 – per decisione di Emilio Fede – è stato il solo TG che ha mandato in diretta  – tutti i giorni – la cronaca di Tangentopoli. Anche quando Berlusconi raggiunto da avviso di garanzia è stato interrogato in Tribunale. Per la sua attività ha ricevuto numerosi premi. Ha pubblicato nove libri editi da Mondadori.

Emilio Fede ha condotto a Milano un’inchiesta contro lo sfruttamento della prostituzione, ha ricevuto per questo minacce di morte. Una vicenda che era nota ad un illustre PM che, purtroppo, ci ha lasciato. Non frequenta discoteche, non ha mai avuto rapporti con la droga.

Recentemente per una lettera anonima coinvolto nella vicenda della valigetta con due milioni e mezzo di euro destinati in Svizzera. Vicenda che la Procura di Roma ha considerato inesistente. Quando è stato sollevato dall’incarico di Direttore del TG4, molti giornali – anche all’estero – hanno scritto che veniva «ammainata» una bandiera del giornalismo. Così «Le Monde», così «L’Unità», così «L’Espresso», così «Il Foglio».

Nel 1981 –Direzione del TG1 –  è scampato ad un agguato delle BR, sotto la sua casa romana.

Sei anni fa, una bomba rivendicata da narco-insurrezionalisti esplosa nel suo studio di Milano. Ustionata la sua segretaria.

Un’altra bomba inesplosa scoperta nel giardino davanti al suo studio, sempre a Milano 2. Fu il solo Direttore – rischiando di essere catturato da Bin Laden – a recarsi a Nassiriya per rendere onore ai nostri Carabinieri caduti. La bandiera di quella missione gli è stata assegnata ed è tuttora in una teca nel suo ufficio di Cologno.

Sua moglie, Diana De Feo, è stata senatrice della precedente legislatura. Il padre, Italo De Feo, allievo di Benedetto Croce, prima Capo della Segreteria di Togliatti, poi esponente della social-democrazia.

Ha due figlie, felicemente sposate e 5 nipoti, onestamente cresciuti.

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2 pensieri su “Chi sono

  1. Dott. Fede nei giorni scorsi lo contattata su FB per un problema personale cui vorrei palarle la cosa riveste carattere d’urgenza grazie. 331 6461344

  2. disse un mio amico : ci sono tante cose giuste a destra e tante cose giuste a sinistra.
    aggiungo io : così tra l’altro facciamo contenti tutti ! o no? (e il centro? anche lì ci sono tante cose giuste secondo me)
    altra riflessione che mi dissero : che noi italiani non siamo né di destra né di sinistra siamo di centro, è il sistema che era sbagliato (si riferiva alla prima repubblica), ma come modello siamo di centro.
    un saluto Signor Fede, stia bene

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