Caro Silvio ti scrivo

Tutti scrivono libri, che promettono verità clamorose, che, puntualmente, non ci sono. O se ci sono, spesso hanno il sapore di un velato (mica tanto velato) ricatto: “dico che sto per dire e mai lo dirò”.

C’è una ricca scelta di “memorie” di vicende sessuali di ”ragazze in fiore” che in fiore proprio non potrebbero essere. Guarda caso, gira che ti rigira il riferimento porta ad Arcore, a quelle cene, a quelle presunete trasgressioni che da mesi, ormai hanno offerto particolari mai tali da far dire “… accipicchia che trasgressione”.

Ultimo in ordine di tempo firmato da Barbaceto (noto raccontatore ferocemente critico nei confronti di Berlusconi) che offre un centinaio di pagine dal titolo ammiccante “Arcore, Ruby, sesso e potere”. Il tutto “pepato” da stralci di verbali della lunga inchiesta: testimonianze, intercettazioni, pentiti e, soprattutto pentite.

Così il “Bunga bunga” offre l’ennesimo spunto delle cene hard (che hard non erano) di villa San Martino. Guarda caso mentre siamo alla vigilia delle elezioni per il rinnovo del parlamento europeo. Da mesi mi chiedono di scrivere le mie memorie  che possano offrirsi per titoli di prima pagina. Avevo deciso di farlo ma “cellofanato”: una cinquantina di pagine con un’unica riflessione ”siamo un  popolo di masturbatori”. Poi mi sono detto che non sarebbe stato elegante e avrei mostrato un eccesso di amicizia incondizionata nei confronti di Berlusconi. Amicizia e gratitudine, si ma reciproca. Venticinque anni accanto al cavaliere senza mai ottenere – né chiedere – il minimo vantaggio se non quello di offrire la mia straordinaria professionalità che resteranno una realtà storica sia politica che giornalistica. La ventata di novità ormai è cronaca che conosciamo. Non è problema di cerchi magici, di colombe, falchi, pitoni e pitonesse. Qualcuno racconta che tutto, o quasi è cambiato. C’è aria nunziale con Francesca Pascale che sentivo quasi ogni giorno, ora meno, con Maria Rosaria Rossi impegnata a curare l’agenda fitta del cavaliere, c’è Toti che ho conosciuto quando era direttore di due telegiornali.

Il libro di Barbaceto vende, a conferma che siamo non tutto, ovviamente, un popolo che ama guardare dal buco della serratura. Nel caso di Barbaceto vedono solo caricature, anche di se stesso.  Finché questo paese, in quasi tutti i dibattiti che dovrebbero essere dedicati all’Italia che soffre, trova invece alibi, preoccuparsi di sesso ad Arcore togliamoci la speranza che si possa vincere la disoccupazione, che le imprese non falliranno grazie al sostegno delle banche, che non ci sarà più chi si da fuoco stremato dalla impossibilità di andare avanti.

A Silvio (l’ho sempre chiamato presidente) direi : “ Tutto si può rottamare ma non la storia, non le amicizie vere, non i sentimenti. Attorno a te non ho mai vissuto alcun cerchio magico, ma serenità, affetto e genialità, la tua. La violenza della giustizia rende amara questa fase della età che avresti meritato di vivere sorridendo. Con lo studio e le canzoni che ti hanno visto giovane e di successo in Francia prima che tuo padre prendendoti per mano ti ha riportato in Italia per lavorare a quelle imprese che hai trasformato in un grande impero. Qualcuno con il “coltello” per colpirti alla schiena potrebbe esserci. Guardalo in faccia, perché, forse lo conosci, ma non vuoi ammetterlo. Come sempre quando il tradimento ti fa soffrire”:

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