La mia verità

Vi chiedo scusa. Per alcuni giorni sono stato assente da questo confronto con voi. E’ servito a riflettere su quello che accade, sulle vergogne del mondo politico, sui ricatti e ricattatori. Sui traditori. Su chi tenta di emergere senza averne alcun titolo. Tutti vogliamo i giovani inseriti nel futuro del Paese. Ma i giovani hanno bisogno, spesso, dei non-giovani che possano guidarli all’inizio della grande avventura che è la vita. Da Einaudi a Berlusconi: io ho percorso, grazie al giornalismo – del quale sono indiscusso protagonista – il bene e il male non soltanto politico. Ho deciso che non farò come Andreotti, come Cossiga che hanno scelto di portare con sé tutte le verità di cui il Paese avrebbe necessità e diritto di conoscere.

Sono stato con Einaudi, con De Gasperi, con Moro, con Forlani, con i grandi Capi di Stato e di Governo di quarantaquattro Paesi africani. Per ventisette anni in Rai dove ho diretto il TG1, poi due anni a ReteA. Poi ventisei anni a Mediaset dove ho fondato l’informazione. Il periodo più intenso certamente quello a Mediaset. Sempre vicino a Berlusconi, senza mai pretendere nulla oltre a quello che era il mio regolare contratto giornalistico. Ho lasciato il TG4, perché? Ho lasciato il TG4, restando consulente giornalistico di Mediaset. Oggi c’è molta confusione politica e di informazione.  E io intendo fare, nei limiti, chiarezza. E’ un impegno che devo al mio onore, e a quello della mia famiglia. Che devo a quelle migliaia di voi che da mesi mi seguono. Da questo incontro, con voi, deve nascere un movimento capace di schierarsi con chi, realmente, vuole il bene del Paese. E sono pochi, pochissimi. Il confronto è duro fra Pd, Pdl, Forza Italia, Grillini, Nuovo centrodestra. Berlusconi decaduto da Senatore, resta leader di Forza Italia. E potrà dire la sua, come in passato. Ci sono polemiche sul gruppo dei suoi consiglieri di ieri e di oggi. Io credo di poter raccontare il “dietro le quinte”. Anzi, di doverlo fare per sgombrare il campo da molte presunzioni.

Vorrei riassumere in un titolo quello che ho deciso di dire: “io c’ero”.

Quando è esploso lo scandalo della P2: io c’ero, Direttore del TG1.

La tragedia di Vermicino che ha commosso l’Italia: io c’ero

Il sogno di Moro di un Governo di centrosinistra: io ero con lui in tutti i suoi viaggi all’estero.

Lo scoppio della Guerra nel Golfo: io ho raccontato per primo quello che accadeva.

La bandiera della missione di Nassiriya è nel mio ufficio: è stata affidata quando rischiando la vita sono andato a rendere omaggio ai diciassette Carabinieri caduti vittime del terrorismo.

Ad Arcore con Berlusconi: io c’ero da quando ha deciso la nascita di Forza Italia. C’ero tutti i giorni. C’ero quando ha fondato l’informazione di Mediaset divenuta grazie anche all’impegno di tanti colleghi, protagonista di pluralismo e correttezza.

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