Le staminali proibite

È lecito protestare per rivendicare i propri diritti violati. Ma non altrettanto lecito provocare disordini a danno di cittadini che non hanno alcuna colpa. Mi riferisco alle manifestazioni di piazza, ai cortei non solo quelli organizzati dei quali la città è avvertita, ma a quelli che sono la prova di arroganza di chi li definisce “manifestazioni spontanee”. Roma, come Milano, Genova, Torino fra le più colpite da questo spesso assurdo inaccettabile fenomeno.
Roma il triste “privilegio” perché ospita il massimo delle istituzioni: il Parlamento, i ministeri, sedi delle organizzazioni sindacali.
Ed ecco che i no-tav, gli studenti che soffrono le inefficienze della scuola, i precari della sanità, i pensionati dietro striscioni, trombe e trombette per dire “ Vogliamo avere ciò che ci spetta per la nostra dignità”.
Senza parlare gli addetti al pubblico trasporto.
A farne le spese, spesso, le forze dell’ordine (che ragioni per protestare ne avrebbero), costretti invece a rischiare anche la pelle per difendere città e cittadini.
Hanno protestato in questi giorni a Roma le famiglie di bimbi la cui vita è appesa ad un filo sottilissimo: chiedono di poter utilizzare le staminali che la Sanità pubblica non autorizza.
Ci sono bambini che soffrono e genitori che soffrono altrettanto. Allora perché negare questa anche se fosse minima, speranza? Lo Stato non faccia nascere il sospetto che ci sia la difesa degli interessi della grande industria farmaceutica.

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