Polemiche e retorica

La morte di quegli sventurati che tentavano di raggiungere le nostre coste, fuggendo dai loro Paesi, dove sempre più drammatica è la condizione economica, ha dato il via ad una nuova polemica sulle eventuali responsabilità. Se responsabilità ci sono – se – bisogna risalire ai patti europei. All’Europa che in materia di confini non ha mai dato certezze per quanto riguarda la sorte di chi fugge dal proprio Paese. Certo la violenza dei regimi obbliga a rispettare il diritto di rifugiati. Per tutto il resto è caos. Il nostro Paese accoglie tutti, riservandosi di rimpatriare quelli considerati “non grati”. Il costo di queste operazioni è enorme sul piano economico. Ancora di più sul piano umano quando si assiste a tragedie come quella di questi giorni. Decine di corpi allineati senza vita , sulla spiaggia. Basta “rimpallo” di responsabilità. I confini vanno protetti, assolutamente. Basta essere sospettati di “razzismo”. Il nostro Paese è ospitale, dominato da lealtà e mano tesa verso chi soffre. Ma, come ho detto, anche ieri, occorre evitare la retorica, la demagogia: vuol dire la speculazione politica. Non dimentichiamo che in clandestinità nelle nostre città per colpa di immigrati aumentano i crimini. Aumentano le organizzazioni e il traffico di droga. Certamente è onesto riconoscere le migliaia di extra-comunitari inseriti nella società civile: collaboratori domestici, infermiere, badanti.

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