Si concludono con oggi le grandi vacanze.  Molti sono rientrati. Molto, per ragioni economiche, non si sono mossi. Avevano uno strano aspetto di città. Certe strade vuote, certi bar e ristoranti chiusi.  A Roma come Napoli, Milano e Venezia a rendere l’atmosfera più gradevole, folla di turisti. Quest’anno record di cinesi e russi. Possono spendere. Danno una mano alla nostra economia. Siamo arrivati a 6000 adesioni. Accompagnate – giustamente, da molte domande. Come sarà risolta la disoccupazione, specie quella dei giovani. Come, quelli che non riescono ad arrivare alla fine del mese, possono sopportare gli aumenti. Sono aumentati i giornali, il trasporto pubblico. Si parla di aumento delle tasse. Non si parla di come sostenere la sanità pubblica. Siamo 6000 oggi, saremo 12.000 alla fine di settembre. Siamo una forza, “Noi, insieme” che ha diritto di essere ascoltata a livello istituzionale. Tutti mi chiedono – o si chiedono – come finirà la vicenda Berlusconi. Se il governo andrà avanti, o ci sarà crisi. Non lo so cosa accadrà. So che il Paese volterà pagina. Penso clamorosamente. Neppure i più grandi esperti sono in grado, con le ipotesi, di avvicinarsi alla realtà del prossimo futuro. Domenica prossima alle 10.00 all’hotel Parco dei Principi di Roma ci sarà la prima riunione dei circoli de “la Discussione” settimanale del quale sono direttore. Non so cosa dirò. Non so dove troverò la forza di proporre anche soltanto una soluzione che aiuti le persone che più soffrono. Ci sono sempre gruppi di ragazzi che quando mi incontrano vogliono fotografarsi con me, mi abbracciano. E a me si stringe il cuore. Ciò che commuove è la loro dignità quando dicono siamo senza lavoro, a casa non abbiamo lavoro”.

Sia chiaro: “Noi, insieme” non siamo un partito. La nostra bandiera deve essere simbolo di solidarietà. >Sto valutando le mentre richieste di autopoer tentare di risolvere i casi più gravi, specie per quelle persone malate e sole, Ho pensato molto a coloro che, ispirati al malinconico ruffianesimo, cercano in questo giorni di scegliere il carro del possibile vincitore e vada al Governo, Vale l’antico Proverrbio “chi lascia la via vecchia per nuova, sa quello che lascia na non sa quello che trova.

Vale anche per gli amori in crisi.

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