Io c’ero. E voi?

Su quel palco sotto il sole a 40 gradi, c’era l’amarezza , la protesta legittima di chi – uomo e politico – si è visto di colpo trasformato in «condannato» e destinato, forse, agli arresti domiciliari, forse al rischio di perdere l’elezione a senatore. Intanto – mortificazione fra le mortificazioni – privato del passaporto.
Un uomo, da sempre, fiero e generoso verso gli altri, anche verso quelli che sarebbe stato meglio lasciare fuori dalla porta.
Quando da ragazzo, in Francia, per mantenersi agli studi cantava nei locali alla moda diventando amico di protagonisti della canzone, come Yves Montand, che era il suo idolo, Henry Salvador al quale aveva anche suggerito il finale della celebre «Dans mon ile». Quel ragazzo che il padre ha riportato in Italia per proseguire gli studi e conseguire la laurea. Quell’ex ragazzo che aveva lottato per creare una impresa e dare lavoro a migliaia di persone. Il ragazzo che, ormai uomo maturo, guardò alla politica e alla democrazia assumendo il sostegno economico agli intellettuali, riparati in Italia, per sfuggire al regime stalinista. Poi la realizzazione di quel sogno chiamato «Forza Italia» che accese l’entusiasmo di milioni di persone che votandolo a maggioranza lo ha portato a guidare il suo primo governo del Paese.
Le vicende internazionali lo hanno visto intelligente mediatore fra Russia ed America contro il rischio di guerra nucleare. La folla, gli applausi, l’amore della gente. Troppo per non sollevare attraverso l’invidia, anche quelle trame che in certa giustizia, hanno trovato complicità in quella prima ondata di anti-berlusconismo.
Le cene di Arcore ci diranno, un giorno, al di là di quello che rivelano le cronache “abbaianti” di certa informazione, quale disegno si sia voluto realizzare per abbattere un mito.
Quale ruolo possono aver avuto i servizi segreti deviati, quali i «poteri forti» così colpevolizzati da Bossi. Gli hanno dato – metaforicamente parlando – la caccia per venti anni. Lo hanno stretto all’angolo dei tribunali. Poi con il caso Ruby fino alla frode fiscale per la quale la Corte Suprema gli ha rifilato quattro anni di reclusione.
Quel volto segnato, sì,dalla commozione, le labbra serrate per fermare le lacrime nei videomessaggi e sul palco davanti a Palazzo Grazioli, non denunciano la resa, anzi.
Tornerà più forte di prima, perché questo Paese non è popolato solo dai infingardi e traditori, ma anche – soprattutto – di gente perbene come hanno dimostrato quelle mani protese di donne, di giovani, di anziani che hanno sfidato il torrente di caldo e la calca per afferrare le sue.
«Io non mollo» ha ripetuto l’ex ragazzo che a Parigi cantava per vivere. Che tornava ragazzo quando la mamma ormai anziana, lo accarezzava dicendogli «mi raccomando, Silvietto, guardati perché ti faranno del male».

Annunci

Un pensiero su “Io c’ero. E voi?

  1. Io c’ero, ero terrorizzata dal caldo ma sono contenta d’aver partecipato. Una battaglia di civilta’ contro l’imbarbarimento della ns societa’. Mai avrei potuto immaginare di vedere l’Italia cosi’ degradata!. E’ uno schifo! La sinistra ha distrutto la societa’! Berlusconi ha cercato di fare molto , e’ stato sempre ostacolato da un sistema marcio che si vuole mantenere i privilegi, e solo lui poteva resistere a tutto quello che gli hanno fatto! Veramente perseguitato! La sinistra ricordiamoci che i nemici politici e’ abituata a metterli nei lager!!!

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...